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lunedì, 21 aprile 2008

20 Aprile 2008 - Colli di Monte Bove

Che Soddisfazione! Quella di ieri è stata un'uscita che finalmente ha visto il ritorno in sella dei due Senatori Lokomotiv, lungamente assenti dalle strade del Lazio, chi in cerca di lavoro in India (è grande infatti la richiesta di cervelli rampanti nel subcontinente), l'altro troppo impegnato ad emergere e brillare di luce propria nella multinazionale di appartenenza! Padre e figlio hanno dunque allietato la nostra pedalata anche se con un atteggiamento piuttosto difensivo. L'uscita ha ricalcato quella di alcuni mesi fa, quando videro il via solo 3 lokomotiv e che terminò a Sante Marie a casa dei capostipiti della famiglia Elia. Tragicomico fu poi riinforcare le bici dopo pranzo!

A Rebibbia domenica mattina alle 8.30 (più o meno) eravamo in 6. Oltre SempreOltre e IlGallus, c'erano il Capomeccanico, S.etta, ErDerfinoDiGuidonia e alla sua prima partecipazione lokomotiv @ntoEnVelo.


Si parte in leggero ritardo, giusto in tempo per perdere con un po' di rammarico il gruppone della Tiburtina, che ci avrebbe sicuramente portato fino a Tivoli senza doversi affannare sui pedali. Ci è toccato dunque cavarcela da noi per i primi 20 fastidiosi km, che tra buche e traffico ci hanno portato fuori dal raccordo passando per una serie interminabile di borghetti che a breve saranno dichiarati patrimonio Unesco, e così dopo Settecamini, Villanova, Tivoli Terme (nome molto più aristocratico del ben più famoso "BagniDeTivoli"), Villa Adriana e Villalba.

La squadra mostra molto presto la sua compattezza quando al km 1 (nemmeno arrivati al carcere di Rebibbia praticamente) Oltre non si rende conto di avere al posto delle gambe due candelotti di dinamite e imposta un ritmo blando, a detta sua, tale da staccare subito S.etta e Giacomo. Fino a Tivoli cercheranno di rientrare senza successo, anche complice il fatto che è obbiettivamente divertente lasciar correre un po' la gamba ancora fresca in pianura. Verso Villalba ErDerfino, roso dai sensi di colpa, non riuscendo a far calare il ritmo del gruppetto di testa smette di pedalare e aspetta gli inseguitori. Pochi Km dopo inizia la bagarre nel gruppo di testa sulle rampe della salita di Tivoli.

Oltre e IlGallus si accodano ad un gruppetto che tiene il ritmo decisamente alto e saliranno (dicono) tra i 18 ed i 20 allora. Pare che il Figlio abbia dato una decina di secondi al Padre...ma è un'informazione tutta da verificare. Antonello lascia andare i matti e sale del suo passo. Intanto nel gruppo degli inseguitori Giacomo imposta una progressione incompatibile con la vita sui primissimi metri di salita. Simonetta lascia fare, Francesco invece prova a tenere rimediando solo un gran fiatone e saltando 200 metri dopo. Giacomo fugge via sulla salita infilando i ritardatari del gruppone uno dopo l'altro, anche Francesco sale bene pagando un po' per il tipico vento contro prima del tornante a sinistra.

A Tivoli ci si ricompatta all'alberone si fanno le prime osservazioni su come girano le gambe, si sorride alla stizza dei tanti corridori superati in salita che vogliono la loro rivincita, almeno verbale ("non ce la fate più eh? si vede!").

La lokomotiv c'è.

Inforcate di nuovo le bici si riparte, prossima tappa bar "Il grottino" nei pressi di Roviano...i più attenti lettori avranno certamente notato come, rispetto alle ultime uscite, abbiamo già saltato due potenziali colazioni. Il ritorno dei senatori con le loro barrette (di cui vantano eccezionali proprietà terapeutiche millantandone il composito bouquet di profumi) e l'assenza di Fabio mette in minoranza ErDerfino che teme di dover andare in crisi di fame prima di vedersi concessa la possibilità di una sosta. Si esce dal paese tutti insieme, consueto scatto all'autovelox (50 all'ora...maledetta tolleranza anche stavolta niente foto) e ci si aggrega con un gruppetto di 3 corridori che portano le insegne "Cave". Giacomo alza l'andatura prima di fermarsi ad aspettare la sua metà. I Cave si scatenano e fino a Vicovaro impostano un ritmo infernale. Si va a 35 all'ora sui falsi piani in salita, Alberto tiene stringendo i denti pensando alla rivalsa che si prenderà sul muro di Vicovaro, Francesco prova a tenere ma paga lo scatto dell'autovelox e dopo 3 km li lascia andare e aspetta ilGallus e @nto che procedono con un buon passo regolare. Sui mangia e bevi Antonello mostra le sue grandi doti di passista, anche se paga un po' alcuni problemi al cambio che lo costringono a tenere spesso un rapporto troppo duro. Sul muro di Vicovaro Gianni allunga e stacca i suoi due compagni che rientreranno alcuni km dopo sulla discesa dopo Mandela. I 3 raggiungono Alberto che soddisfatto della vendetta sui Cicli Cave può finalmente aspettare gli altri. Alcuni km di leggera salita e finalmente si fa colazione al Grottino dove alcuni minuti dopo arrivano anche Giacomo e Simonetta. La Tiburtina dopo Tivoli è estremamente gradevole, la giornata è primaverile, la gamba gira e gli animi sono distesi quando decidiamo di tornare in sella ed iniziare la seconda asperità di giornata, la salita che da Roviano ed Arsoli ci porterà alla piana di Carsoli.

Si prosegue (finalmente) tutti insieme ma non dura molto. Al bivio per Subiaco Gianni, capofila, sbaglia strada, gli altri non ci cascano e tirano fuori tutta la solidarietà di cui sono capaci. All'unisono Oltre, ErDerfino e il Capomeccanico scalano due denti e allungano in salita approfittando della distrazione del Gallus. Guadagnano 100 metri tra grasse risate. Gianni sbigottito rientra in carreggiata e tenta il recupero. Ma è bagarre. Francesco e Giacomo entrando ad Arsoli riescono a staccare anche il capitano e proseguono insieme, per fortuna Giacomo è soddisfatto e non infierisce oltre. Si svalica e sulla piana correre con vento a favore è un vero piacere. Ci siamo dati appuntamento in piazza a Carsoli per riempire le borracce prima dell'ultima impegnativa ascesa ed è lì che ci ricompattiamo. Arrivano prima Oltre e IlGallus (Oltre allo svalico preferisce risparmiare energie ed aspettare Gianni per la pianura) e a seguire Antonello e Simonetta.

Da qui ormai ci separano da Tagliacozzo e dalle sue trattorie solo 17.5 km di salita e successiva discesa, 15 fino al valico e altri 2.5 (terribili) per Marsia. C'è competizione, ErDerfino avvelenato vuole lavare col sangue l'onta di Campo Catino e così ci si mette d'accordo su dove aspettarsi (e far partire i cronometri!). Di comune accordo si decide per Marsia, niente sconti dunque.

Si inizia la salita tutti insieme, ma Simonetta non ci casca.. sa che è solo la quiete prima della tempesta e lascia ai maschietti ed al loro testosterone ogni velleità agonistica, mette il rapportino e sale per conto suo, accusando un po' di mal di schiena. Il ritmo e buono, la pendenza pedalabile e così si sale sui 15-16 all'ora.

Il Capomeccanico scandisce il ritmo e intanto studia respiro e movenze dei suoi compagni di squadra. Con un intuizione da maestro scala due denti e aumenta impercettibilmente il ritmo dopo 3 km. Gli altri lo vedono prendere 10 metri senza nemmeno accorgersi del pericolo, la sua solita progressione che ti lascia lì, senza capacitarti se ad aumentare è stato lui o se sei tu che hai ceduto. "Francè! viè qua che te devo dì na cosa!" mi fa dopo aver spezzato il gruppo. ErDerfino scala un dente e si riporta sotto chiedendo ingenuamente "cosa?" solo a quel punto si gira e capisce che c'è il buco.

Alberto e Gianni soffrono. E' il momento. I due in testa proseguono insieme ancora 2-3 km ma Giacomo, si sa, va forte ed i due si salutano ben prima del paese. Da lì è guerra di nervi. ErDerfino spera di portare a casa il risultato e butta il cuore sui pedali, salendo sempre con un occhio dietro la testa per capire l'entità del suo vantaggio e temendo l'esperienza di Gianni e la sua capacità di riportarsi sotto nei km finali. Dietro Alberto, inizialmente in crisi riesce a riportarsi sul Gallus e i due inseguono insieme.

Giacomo davanti sbaglia strada e taglia dentro il paese di Colli di Monte Bove, su pendenze che non hanno niente da invidiare a quelle di Marsia ma nonostante la disattenzione ha un vantaggio ben solido sul Derfino. Dopo il paese drittone e poi 3 tornanti ravvicinati. Contatto visivo. ErDerfino guarda giù e vede i due senatori pedalare insieme, la paura fa novanta e cerca di rilanciare ma le energie sono quello che sono. Gianni e Alberto ancora in vena agonistica si dicono "Andiamolo a prendere" non vogliono avere conferma di aver cresciuto "una serpe in seno" come dirà poi Gianni. 

La strada è gradevolissima, a parte i soliti motociclisti che turbano il quieto vivere della valle, il sole inizia a scottare sulle spalle e sulla testa (a fine giornata saremo tutti variamente arrossati, soprattutto chi non è stato abbastanza previdente da mettere la crema solare) nemmeno fosse luglio. Acqua sulla testa e giù a pedalare.

Usciti dalla serie di tornanti arriva un altro pezzo duro annunciato dal cartello "salita al 10%" ma è l'ultimo. La velocità cala e si rischia il fuorigiri. ErDerfino di piantarsi non ha voglia e in un modo o nell'altro esce dal tratto duro, degli inseguitori non ci sono tracce.

Ancora qualche curva e finalmente si arriva in vista del "bellissimo" albergo sul valico. E' questo il segno tangibile di una sensibilità ambientale, di una capacità di pianificare lo sviluppo umano in maniera lungimirante e compatibile con le esigenze naturali e paesaggistiche che ha lungamente pervaso i nostri amministratori nell'ultimo mezzo secolo. Come tutte le opere volute dall'alto si tratta come al solito di una "cattedrale nel deserto" in lenta e continua decadenza. Benvenuti all'hotel "Ecomostro" insomma.

Ma per chi fatica l'albergo significa ben altro. Sappiamo che è la fine dell'ascesa. Il valico di Monte Bove coi suoi 1220 metri è arrivato...la fine? C'è ancora Marsia!

2500 metri di lunghezza e 250 metri di dislivello. Pendenza media al 10% con tratti ben più duri. Si svalica. neanche il tempo di rifiatare, pezzetto di discesa e poi svolta a destra per l'ultima fatica di giornata, e che fatica. La bici è praticamente ferma, a non avere gli attacchi si farebbe prima a piedi.

Ma la vetta ci aspetta e con essa il cronometro per valutare i distacchi. In piedi sui pedali, con la ruota posteriore che slitta sul brecciolino si sale a velocità comprese tra i 7 ed i 9 all'ora (fonte: ErDerfino.it) o  tra i 9 e gli 11 (Fonte: Capomeccanico). Il cellulare squilla ma non c'è forza per rispondere. e si sale, gli occhi fissi sul Polar.. quanto manca? OMadonnaSantaIddio (parafrasando il Polipo di Posillipo) quanto manca!

A 3 quarti di salita Giacomo che riscende incrocia Francesco che sputa sangue sui pedali. E qui che si viene a sapere del misfatto che si è consumato dietro.

La disfattaI SENATORI a Marsia non ci salgono, non senza auto Blu! Col veleno che trasuda ErDerfino arriva su, con 10 minuti dal Capomeccanico e torna giù bestemmiando, e per il brecciolino e per la pugnalata dei compagni di squadra.

Al valico oltre il danno la beffa del video mendace con Gianni che dice di aver preso si e no un minutino dal Delfino (ma quando mai!?!). "Non abbiamo niente da dimostrare" dirà Gianni, "M'è venuto un crampo", Alberto, ma suonano vuote come giustificazione post-elettorali. @ntoEnVelo ancora non si vede, rapida telefonata per scoprire che ha forato e visto anche il ritardo sulla tabella di marcia ha preferito rientrare in treno dalla stazione di Colli di MonteBove per poter avere un pomeriggio di studio.

Foto di rito e poi giù, verso Tagliacozzo su una discesa veloce e discretamente tecnica, oltre che squisitamente panoramica. Stanchi ma felici veleggiamo fino a Tagliacozzo senza mai toccare pedale e in paese ci rechiamo direttamente all'osteria "Il Brigante" che ci era stata segnalata da amici. Ovviamente chiusa e dopo un altro tentativo a vuoto approdiamo alla Pergola D'oro (Via Transimele, 28 tel. 0863/6558). Ampio giardino, cucina casereccia, atmosfera familiare.

E' la ciliegina sulla torta! Trittico di primi, un grande coniglio alla cacciatora, un ottimo abbacchio allo scottadito e un'incredibile crema pasticciera per dessert (con le uova delle galline di famiglia!) oltre che abbondante vino e amaro di erbe, il tutto ad un prezzo più che onesto.

Dopo pranzo promettiamo alla signora di tornare presto a trovarla (promessa sull'onore!) facciamo una puntata al bar della stazione di Tagliacozzo (chi non lo ricorda come punto d'arrivo prediletto dei nostri giro a Campo Staffi? Finchè si fa l'ora di prendere il treno e tornarcene contenti e ciarlieri fino a casa.

postato da: Romapedala alle ore 19:14 | link | commenti (21)
categorie: lokomotiv

Commenti
#1   21 Aprile 2008 - 20:13
 
>Dopo pranzo promettiamo alla signora di tornare presto a trovarla (promessa sull'onore!)

io pur'io!!
..e secondo me ora tocca convincere Marta... :)


utente anonimo

#2   21 Aprile 2008 - 20:14
 
..naturalmente il commento di prima è mio!!
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#3   22 Aprile 2008 - 08:38
 
vi ho visti!!
siiì..
quell'atos rossa cane munita.
..e invidiati!!! :-)



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#4   22 Aprile 2008 - 08:45
 
Sei tu allora quello che ci ha salutati calorosamente da una macchina mentre ci superava? Ci siamo proprio chiesti se era qualcuno che ci conoscesse, o che conoscesse la maglia dal blog!
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#5   22 Aprile 2008 - 09:17
 
sissì.. ero io che vi ho salutati!!
ho incrociato anche chi ha tagliato per il paese (Colli), all'altezza del fontanile.. mi ha salutato ma sono sordA andante, mannaggia!

grandissimi.. :-)
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#6   22 Aprile 2008 - 09:27
 
L'avevo detto io che era qualcuno che aveva riconosciuto la maglia!

Pant, la prossima volta ti vogliamo pedalante con noi!
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#7   22 Aprile 2008 - 09:33
 
Ohé siete proprio in gamba!
Vi invidio un po'...
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#8   22 Aprile 2008 - 09:37
 
Ma 'sta famosa uscita democratica che fine ha fatto? Quella che prevede per regolamento inderogabile soste regolari a bar, pasticcerie, pizzerie e che, superato il limite dei 40 km ad una media di 12/13 km/h si conclude con i piedi sotto il tavolo di una delle tante osterie che avete sperimentato nelle uscite agonistiche.
Anzi, riflettevo mette leggevo in fila alcuni dei vostri splendidi resoconti: potreste davvero stilare una guida gastronomica e dolciaria dei migliori locali operanti in un raggio di 150 km da Roma!
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#9   22 Aprile 2008 - 09:47
 
Il problema è che siamo tutti in ritardo con la preparazione della nove colli...e si sa che abbiamo ansia da prestazione...ci teniamo ad arrivare nei primi 10.000 (su 11mila).
Però si potrebbe fare un'uscita democratica condita con salitone finale opzionale. Così noi ci scateniamo su quella e chi non ce la fa la bypassa. Mercoledì ci metto una parola col capitano...

Sideshow
utente anonimo

#10   22 Aprile 2008 - 10:18
 
Cara Dama Bianca, venerdì ho in programma un'uscita molto democratica con soste a bar e pasticcerie di vario tipo con moglie al seguito, se ci sei... olia la catena!
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#11   22 Aprile 2008 - 10:28
 
Oddio, ho risposto pensando che il messaggio N. 8 fosse stato scritto dalla Dama Bianca, al secolo Viviciclica! E' che sto' un po' rincoglionito!

Comunque l'invito vale lo stesso!
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#12   22 Aprile 2008 - 10:55
 
uhm...
uscita democratica venerdì e domenica XXXIII Roma - San Benedetto del Tronto.
Si può pure fare.
Sideshow
utente anonimo

#13   22 Aprile 2008 - 11:42
 

Occhio che la XXXIII Roma - San Benedetto del Tronto non è questa settimana, ma sabato 3 Maggio 2008.

P.S.

Ma mercoledì sera ci vediamo? Fabio è in Sardegna, quindi o ci facciamo dare le chiavi di via Baccina da qualche altro Ciclonauta, oppure ci vediamo altrove!

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#14   22 Aprile 2008 - 12:40
 
Ecco cosa propongo per l'uscita magnareccia democratica che vuole portare con se più di 50 partecipanti. (sono ottimista)

Domenica 4 Maggio la Roma-CastelGandolfo (LAGO)

Passando per Roma Tor Vergata e via verso la strada dei Vigneti. (conosciuta da pochi.)che porta a Marino e poi giù/su verso il Lago.

Una trentina di km praticabili da tutti! (rientro a Roma senza mai pedalare )

Un bilivello per gli scalatori della lokomotiv che potranno soddisfare cosi il loro altimentro andando su verso il Tuscolo passando da frascati (per la via del Cimitero) e poi ritrovare il gruppone con le gambe sotto al tavolo di una buonissima fraschetta sul lago)

Che ne dite?
Mamaa, Caio, Paint, Magociclo e tutti, tutti gli altri...?

Potrebbe essere la prima biciclettata con gli amici di "RomaPedala"

Se facciamo un minimo di organizzazione possiamo essere davvero tanti!

Io porterei un pò di gente che chiede da tempo un uscita tranquilla.

fate sapere cosa ne pensa il popolo di ROMAPEDALA.

Sono pronto a portarmi tutta l'officina del negozio.

Ciao Giacomo
Ilcapomeccanico




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#15   22 Aprile 2008 - 13:10
 
Se la fraschetta è davvero buonissima :))
si può fare (oddio, che ho detto, questa frase è bandita!)
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#16   22 Aprile 2008 - 13:54
 
yes we could
utente anonimo

#17   22 Aprile 2008 - 14:11
 
Ho appena esposto la cosa a mio marito (noto per odiare i ciclisti da buon ex-ciclista)...
Adesso ho circa 11 giorni di tempo per convincerlo, alle brutte se proprio non riesco a convincerlo a venire il bici vediamo di raggiungervi in fraschetteria con la maghina (a prestito)!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Mamaa

#18   23 Aprile 2008 - 12:18
 
viviciclica presente!
Gallus nun te preoccupà... :)
sono gli effetti collaterali del sellino :)
.. e ormai ci sono abituata!!
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