Che Soddisfazione! Quella di ieri è stata un'uscita che finalmente ha visto il ritorno in sella dei due Senatori Lokomotiv, lungamente assenti dalle strade del Lazio, chi in cerca di lavoro in India (è grande infatti la richiesta di cervelli rampanti nel subcontinente), l'altro troppo impegnato ad emergere e brillare di luce propria nella multinazionale di appartenenza! Padre e figlio hanno dunque allietato la nostra pedalata anche se con un atteggiamento piuttosto difensivo. L'uscita ha ricalcato quella di alcuni mesi fa, quando videro il via solo 3 lokomotiv e che terminò a Sante Marie a casa dei capostipiti della famiglia Elia. Tragicomico fu poi riinforcare le bici dopo pranzo!
A Rebibbia domenica mattina alle 8.30 (più o meno) eravamo in 6. Oltre SempreOltre e IlGallus, c'erano il Capomeccanico, S.etta, ErDerfinoDiGuidonia e alla sua prima partecipazione lokomotiv @ntoEnVelo.
Si parte in leggero ritardo, giusto in tempo per perdere con un po' di rammarico il gruppone della Tiburtina, che ci avrebbe sicuramente portato fino a Tivoli senza doversi affannare sui pedali. Ci è toccato dunque cavarcela da noi per i primi 20 fastidiosi km, che tra buche e traffico ci hanno portato fuori dal raccordo passando per una serie interminabile di borghetti che a breve saranno dichiarati patrimonio Unesco, e così dopo Settecamini, Villanova, Tivoli Terme (nome molto più aristocratico del ben più famoso "BagniDeTivoli"), Villa Adriana e Villalba.
La squadra mostra molto presto la sua compattezza quando al km 1 (nemmeno arrivati al carcere di Rebibbia praticamente) Oltre non si rende conto di avere al posto delle gambe due candelotti di dinamite e imposta un ritmo blando, a detta sua, tale da staccare subito S.etta e Giacomo. Fino a Tivoli cercheranno di rientrare senza successo, anche complice il fatto che è obbiettivamente divertente lasciar correre un po' la gamba ancora fresca in pianura. Verso Villalba ErDerfino, roso dai sensi di colpa, non riuscendo a far calare il ritmo del gruppetto di testa smette di pedalare e aspetta gli inseguitori. Pochi Km dopo inizia la bagarre nel gruppo di testa sulle rampe della salita di Tivoli.
Oltre e IlGallus si accodano ad un gruppetto che tiene il ritmo decisamente alto e saliranno (dicono) tra i 18 ed i 20 allora. Pare che il Figlio abbia dato una decina di secondi al Padre...ma è un'informazione tutta da verificare. Antonello lascia andare i matti e sale del suo passo. Intanto nel gruppo degli inseguitori Giacomo imposta una progressione incompatibile con la vita sui primissimi metri di salita. Simonetta lascia fare, Francesco invece prova a tenere rimediando solo un gran fiatone e saltando
A Tivoli ci si ricompatta all'alberone si fanno le prime osservazioni su come girano le gambe, si sorride alla stizza dei tanti corridori superati in salita che vogliono la loro rivincita, almeno verbale ("non ce la fate più eh? si vede!").
La lokomotiv c'è.
Inforcate di nuovo le bici si riparte, prossima tappa bar "Il grottino" nei pressi di Roviano...i più attenti lettori avranno certamente notato come, rispetto alle ultime uscite, abbiamo già saltato due potenziali colazioni. Il ritorno dei senatori con le loro barrette (di cui vantano eccezionali proprietà terapeutiche millantandone il composito bouquet di profumi) e l'assenza di Fabio mette in minoranza ErDerfino che teme di dover andare in crisi di fame prima di vedersi concessa la possibilità di una sosta. Si esce dal paese tutti insieme, consueto scatto all'autovelox (50 all'ora...maledetta tolleranza anche stavolta niente foto) e ci si aggrega con un gruppetto di 3 corridori che portano le insegne "Cave". Giacomo alza l'andatura prima di fermarsi ad aspettare la sua metà. I Cave si scatenano e fino a Vicovaro impostano un ritmo infernale. Si va a 35 all'ora sui falsi piani in salita, Alberto tiene stringendo i denti pensando alla rivalsa che si prenderà sul muro di Vicovaro, Francesco prova a tenere ma paga lo scatto dell'autovelox e dopo
Si prosegue (finalmente) tutti insieme ma non dura molto. Al bivio per Subiaco Gianni, capofila, sbaglia strada, gli altri non ci cascano e tirano fuori tutta la solidarietà di cui sono capaci. All'unisono Oltre, ErDerfino e il Capomeccanico scalano due denti e allungano in salita approfittando della distrazione del Gallus. Guadagnano
Da qui ormai ci separano da Tagliacozzo e dalle sue trattorie solo
Si inizia la salita tutti insieme, ma Simonetta non ci casca.. sa che è solo la quiete prima della tempesta e lascia ai maschietti ed al loro testosterone ogni velleità agonistica, mette il rapportino e sale per conto suo, accusando un po' di mal di schiena. Il ritmo e buono, la pendenza pedalabile e così si sale sui 15-16 all'ora.
Il Capomeccanico scandisce il ritmo e intanto studia respiro e movenze dei suoi compagni di squadra. Con un intuizione da maestro scala due denti e aumenta impercettibilmente il ritmo dopo
Alberto e Gianni soffrono. E' il momento. I due in testa proseguono insieme ancora 2-
Giacomo davanti sbaglia strada e taglia dentro il paese di Colli di Monte Bove, su pendenze che non hanno niente da invidiare a quelle di Marsia ma nonostante la disattenzione ha un vantaggio ben solido sul Derfino. Dopo il paese drittone e poi 3 tornanti ravvicinati. Contatto visivo. ErDerfino guarda giù e vede i due senatori pedalare insieme, la paura fa novanta e cerca di rilanciare ma le energie sono quello che sono. Gianni e Alberto ancora in vena agonistica si dicono "Andiamolo a prendere" non vogliono avere conferma di aver cresciuto "una serpe in seno" come dirà poi Gianni.
La strada è gradevolissima, a parte i soliti motociclisti che turbano il quieto vivere della valle, il sole inizia a scottare sulle spalle e sulla testa (a fine giornata saremo tutti variamente arrossati, soprattutto chi non è stato abbastanza previdente da mettere la crema solare) nemmeno fosse luglio. Acqua sulla testa e giù a pedalare.
Usciti dalla serie di tornanti arriva un altro pezzo duro annunciato dal cartello "salita al 10%" ma è l'ultimo. La velocità cala e si rischia il fuorigiri. ErDerfino di piantarsi non ha voglia e in un modo o nell'altro esce dal tratto duro, degli inseguitori non ci sono tracce.
Ancora qualche curva e finalmente si arriva in vista del "bellissimo" albergo sul valico. E' questo il segno tangibile di una sensibilità ambientale, di una capacità di pianificare lo sviluppo umano in maniera lungimirante e compatibile con le esigenze naturali e paesaggistiche che ha lungamente pervaso i nostri amministratori nell'ultimo mezzo secolo. Come tutte le opere volute dall'alto si tratta come al solito di una "cattedrale nel deserto" in lenta e continua decadenza. Benvenuti all'hotel "Ecomostro" insomma.
Ma per chi fatica l'albergo significa ben altro. Sappiamo che è la fine dell'ascesa. Il valico di Monte Bove coi suoi
2500 metri
Ma la vetta ci aspetta e con essa il cronometro per valutare i distacchi. In piedi sui pedali, con la ruota posteriore che slitta sul brecciolino si sale a velocità comprese tra i 7 ed i 9 all'ora (fonte: ErDerfino.it) o tra i 9 e gli 11 (Fonte: Capomeccanico). Il cellulare squilla ma non c'è forza per rispondere. e si sale, gli occhi fissi sul Polar.. quanto manca? OMadonnaSantaIddio (parafrasando il Polipo di Posillipo) quanto manca!
A 3 quarti di salita Giacomo che riscende incrocia Francesco che sputa sangue sui pedali. E qui che si viene a sapere del misfatto che si è consumato dietro.
I SENATORI a Marsia non ci salgono, non senza auto Blu! Col veleno che trasuda ErDerfino arriva su, con 10 minuti dal Capomeccanico e torna giù bestemmiando, e per il brecciolino e per la pugnalata dei compagni di squadra.
Al valico oltre il danno la beffa del video mendace con Gianni che dice di aver preso si e no un minutino dal Delfino (ma quando mai!?!). "Non abbiamo niente da dimostrare" dirà Gianni, "M'è venuto un crampo", Alberto, ma suonano vuote come giustificazione post-elettorali. @ntoEnVelo ancora non si vede, rapida telefonata per scoprire che ha forato e visto anche il ritardo sulla tabella di marcia ha preferito rientrare in treno dalla stazione di Colli di MonteBove per poter avere un pomeriggio di studio.
Foto di rito e poi giù, verso Tagliacozzo su una discesa veloce e discretamente tecnica, oltre che squisitamente panoramica. Stanchi ma felici veleggiamo fino a Tagliacozzo senza mai toccare pedale e in paese ci rechiamo direttamente all'osteria "Il Brigante" che ci era stata segnalata da amici. Ovviamente chiusa e dopo un altro tentativo a vuoto approdiamo alla Pergola D'oro (Via Transimele, 28 tel. 0863/6558). Ampio giardino, cucina casereccia, atmosfera familiare.
E' la ciliegina sulla torta! Trittico di primi, un grande coniglio alla cacciatora, un ottimo abbacchio allo scottadito e un'incredibile crema pasticciera per dessert (con le uova delle galline di famiglia!) oltre che abbondante vino e amaro di erbe, il tutto ad un prezzo più che onesto.
Dopo pranzo promettiamo alla signora di tornare presto a trovarla (promessa sull'onore!) facciamo una puntata al bar della stazione di Tagliacozzo (chi non lo ricorda come punto d'arrivo prediletto dei nostri giro a Campo Staffi? Finchè si fa l'ora di prendere il treno e tornarcene contenti e ciarlieri fino a casa.
